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Dopo la quarantena

Siamo ormai abituati, nonostante sia passato relativamente poco tempo, a pensare solo ed unicamente a quando questa quarantena finirà e si potrà tornare almeno ad assaporare un minimo di libertà, che possiamo definire “condizionata”. Soprattutto noi ciclisti fremiamo, chi non ce la fa più a guardare un muro pedalando sui rulli, chi si fa le sfide su Zwift o Bkool ma non è proprio la stessa cosa, e guardiamo con ansia a quando si potrà tornare in strada. Tuttavia non ci possiamo fermare a “fissare” una data nella nostra mente, dobbiamo guardare oltre. Partiamo da alcuni dati importanti.

Il primo riguarda sicuramente la mobilità. Ovvero, dopo un mese di quarantena è diminuito l’inquinamento in termini sensibili. E per noi ciclisti, urbani, agonistici, sporadici, è una bella occasione per far sentire la nostra voce in termini di spostamenti sostenibili. Dobbiamo puntare sul fatto che, in questo senso, la bici è il futuro se vogliamo continuare sulla strada intrapresa, purtroppo o per fortuna nel caso dell’inquinamento, dalla pandemia. E’ il momento giusto. E accogliamo a questo proposito con favore l’annuncio dell’accordo tra Comune di Imperia e Ferrovie per l’utilizzo delle aree dismesse dell’ex ferrovia del comune ligure da adibire a pista ciclabile.

Il secondo riguarda proprio la forma fisica, e questo certamente non tocca propriamente solo il ciclista. Sta di fatto che, in termini assoluti, gli sportivi che hanno contratto il virus, avendo più anticorpi sviluppati con la pratica sportiva, sono più predisposti a guarire. Quindi per il “dopo”, visto che si dovrà, a quanto pare, convivere con il virus, bisogna incentivare l’attività fisica e la bicicletta in questo senso è una pratica sicuramente adatta a tutti. In più, negli spostamenti, sempre per il dopo, essa assicura quello che è denominato “distanziamento sociale” che, purtroppo, si dovrà a quanto pare mantenere. Sicuramente meglio di bus e metropolitana. Ecco perché i comuni più arretrati dovrebbero sviluppare il bike sharing. E il periodo primaverile-estivo permette questo, ci si può tranquillamente abituare!

Insomma, la bici possibile fulcro di una rinascita, sostenibile e sana.

Published inAttualità

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