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Due chiacchiere con il Pasto

Marco Pastonesi è un grande giornalista e non solo. Ha una rubrica, L’ora del pasto, su Tuttobiciweb. Trasmette emozioni, racconta storie che facciamo nostre, quando parla non vorresti mai che smettesse.  Ed è una persona molto disponibile. Di seguito la mia intervista a Marco, che d’altronde è genovese e non poteva non “stare in gruppo” nel mio blog!

Ciao Marco, intanto un commento “mondiale”
Pioggia e freddo, distanza e pressione. Questo Mondiale si è rivelato più duro di quanto si potesse immaginare. Tre uomini in fuga con un finale sorprendente: Trentin, sulla carta, era il più veloce, invece sulla strada, no: improvvisamente vuoto.

Cosa è per te la bicicletta?
Donna: amica, compagna, amante, tant’è che riesce a farmi battere – velocemente – il cuore. E’ la mia medicina, la mia psicanalista, la mia complice. E’ sognare a occhi aperti, è cantare a bocca chiusa, è sentirmi – vivo – in questo mondo. Come vorrei che mi facesse volare, ma vado troppo piano per poter decollare.

E il ciclismo?
Avventura. Da guardare, leggere e scrivere. E misteri. Da scoprire, svelare e raccontare.

L’evento più bello che hai mai raccontato, quello più brutto, quello che non avevi voglia di raccontare.
Il più bello? Qualsiasi corsa ha il suo bello. Il più brutto? Qualsiasi caso di doping. Voglia? Mai mancata, neanche adesso.

Oggi tu soggiorni spesso in Liguria, che idea ti sei fatto del “ciclismo ligure”?
L’Aurelia, come una meravigliosa e pericolosa ciclabile. E l’entroterra, come una palestra di arrampicate.

Hai dei percorsi che fai e che ti piacciono qui? Come definiresti la mitica “Bocchetta”?
Da Nervi a Nervi, passando per Bogliasco (e salendo su a Sessarego o a Poggio/San Bernardo), per Pieve (e salendo su a Pieve Alta), per Sori (e salendo su a Teriasca o a Lago o al Cornua), per Recco (e salendo su al Caprile), per Camogli (e salendo su a Ruta), scollinando verso Rapallo o premiandomi con un minuto di meditazione a San Rocco. Le chiamo: le mie piccole Dolomiti. La Bocchetta? Una salita-monumento.

La Liguria di Ponente è il palcoscenico della Milano-Sanremo. Che cosa è quella corsa?
E’ la corsa dalla pianura al mare, dall’inverno alla primavera, dal grigio al blu.

Maglie rosa, gialle, rosse, e maglie nere. Ma in mezzo al gruppo? Ci sono storie anche lì
Soprattutto nella pancia del gruppo, se non in fondo. E sono le storie più interessanti, divertenti e inedite: chi va a intervistare l’ultimo o il penultimo?

Infine, il campione più simpatico, il più burbero, il più normale.
Il più simpatico? Paolo Fornaciari. Il più burbero? Sandrino Carrea. Il più normale? Se fossero normali, non farebbero i corridori.

Published inCiclointervisteUncategorized

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