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Da Genova a Genova passando per… i monti

Genova vista dal Monte Fasce. Foto tratta dal sito Gulliver.it

Oggi vi porto a scoprire la bellezza di una parte di costa e la magia dei monti e dei paesini che sovrastano Genova, in un itinerario che in questo periodo risulta quanto mai adatto a chi vuole fare una bella uscita in compagnia o da solo.

Diciamo subito che bisogna essere allenati, perché i tratti in salita sono tanti e anche abbastanza impegnativi.

 

Per evitare il traffico dal centro di Genova che vi farebbe andare fino a Sturla a passo di lumaca, il mio consiglio è di partire direttamente dal Monumento di Quarto, famoso gruppo scultoreo dedicato ai mille garibaldini. Da qui bisogna seguire l’Aurelia a ridosso del mare: incontrerete le delegazioni di Quinto e poi di Nervi, con i suoi parchi verdissimi e la splendida Passeggiata Anita Garibaldi.

Usciti da Nervi inizia il saliscendi: è abbastanza dolce fino a Recco e segue sempre l’Aurelia, passando per Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, dove, facendo una piccola deviazione per entrare nel centro abitato, si può andare a prendere un caffè in riva al mare. Attenzione che per arrivare a Recco, superato il ponte di Sori, c’è un primo strappo di 800 metri circa.

Giunti a Recco si incontra una prima rotonda all’entrata della cittadina, si prende a destra, poi dopo 200 metri una seconda rotonda e si prosegue a sinistra (la strada a destra porta a Camogli, quella dritta alla salita della Ruta di Camogli). Alla terza rotonda si prosegue dritto verso i monti seguendo le indicazioni per Uscio.

Recco è una cittadina particolare: un ponte della ferrovia enorme la sovrasta e a causa di questo ponte durante la seconda guerra mondiale fu “Coventrizzata”. Di storico, infatti, non è rimasto granché.

Inizia qui la salita più lunga, di circa 10 km, con una pendenza media del 3,8%. Salire nel verde col sole è stupendo, una liberazione e un senso di pace bellissimi.

Uscio è il paese degli orologi, vi ha sede la fabbrica Trebino e vi si trova una caratteristica chiesa romanica (Pieve di Sant’Ambrogio) dell’XI secolo, attaccata all’ottocentesca Chiesa di Sant’Ambrogio.

Al bivio che segna la fine della salita bisogna girare per Lumarzo. Si incontra la piccola frazione di Calcinara di Uscio, dove ci si può rinfrescare alla fontanella sulla sinistra, dotata di acqua bella fresca. Al bivio seguente bisogna prendere la salita di sinistra seguendo le indicazioni per il Monte Cornua. La salita è impegnativa, corta (2 km), ma con una pendenza quasi dell’8%.

Arrivati in cima la vista è spettacolare. Nelle giornate belle a Ponente è possibile scorgere la costa quasi fino ad Albenga. La fatica vale un attimo di ammirazione per il panorama. Da qui ancora 9 km fino ad arrivare al piazzale delle antenne del Monte Fasce, attraversando una strada larga con decisi saliscendi, che da sui monti dell’oltre giogo genovese e sulle valli interne. E’ a doppia corsia, poco frequentata. Arrivati al piazzale, inizia finalmente la lunga discesa, più o meno 15 km, che ci porta in picchiata su Genova: la vediamo sempre dall’alto, in una visuale veramente suggestiva. Arriviamo così nella delegazione di Borgoratti. All’incrocio bisogna andare a sinistra e poi scendere sempre, ai semafori sempre dritti, ritrovandoci in costa nella delegazione di Sturla, dalla quale, andando verso levante, dopo 2 km circa incontreremo il Monumento, il nostro luogo di partenza.

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