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Bike Sharing a Genova, sogno o incubo?

Foto tratta dal sito Genova Parcheggi.

Siamo all’anno zero della mobilità. Dopo il crollo del Ponte Morandi e la ripresa delle attività con la fine delle ferie, la conseguenza migliore che ci possiamo aspettare è la paralisi totale della città. Speriamo vivamente non siano parole profetiche.

Tuttavia a Genova esiste il Bike Sharing. La soluzione al disastro? Forse. Se fosse pubblicizzato a dovere e soprattutto funzionante a dovere. In rete è quasi impossibile trovare dati sull’utilizzo tranne un penoso articolo del Secolo XIX del 2013, mentre il sito di Genova Parcheggi, società a totale controllo del Comune che gestisce il servizio, è fermo al 2017. Il sito bicincittà invece è aggiornato, ma i dati non sono confortanti: poche bici ma tante stazioni (17!) e troppe colonnine. Senza contare che di bici del bike sharing in giro veramente se ne vedono pochissime, personalmente mai vista una, e quando ti avvicini ad una stazione la situazione è desolante, ruggine ovunque, compresa catena e pacco pignoni.

Un disastro? Si. Perché non esiste la volontà di trasmettere l’idea di mobilità alternativa, non a caso non esistono infrastrutture ciclabili degne di questo nome.

Se esiste l’idea di mobilità sostenibile in bici, di “smart city” per questa città, e la giunta Bucci non ne ha dato fino ad ora segnale, il bike sharing potrebbe essere una risposta, anche se minima, ai problemi grossi che ci aspettano. Cambiare abitudini di coloro che “prendono la macchina per andare a comprare il pane”, una delle sfide più importanti.

Esiste il Bike Sharing a Genova, sapevatelo…

Published inAttualità

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