Salta al contenuto

La memoria da ritrovare

Cougnet, inventore del Giro, a destra, ed Emilio Colombo, direttore della Gazzetta, a colloquio sugli scalini della Cattedrale di San Lorenzo (foto tratta da “Un Secolo di Passioni. Giro d’Italia 1909-2009. Il libro ufficiale del centenario-RIZZOLI)

Quando pensiamo alla Liguria e al ciclismo non possiamo non portare la mente agli avvenimenti più importanti e più prossimi. Ma la nostra regione ha fatto da sfondo alle imprese più epiche di quello che oggi chiamiamo “ciclismo eroico” e celebrato oggi attraverso eventi come “L’Eroica”, “La Mitica” e altre manifestazioni ciclostoriche.

Pensiamo così alla Milano-Sanremo con le strade ancora sterrate e alle imprese di Costante Girardengo e Giovanni Gerbi sui Piani di Invrea.

Tuttavia ci sono eventi di cui si è persa la memoria e sono quelli più storici. Nel 1909 infatti, nel primo Giro d’Italia, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, Genova fu sede di arrivo e di partenza di tappa. Per la precisione fu arrivo della sesta tappa, la Firenze -Genova di 294,1 km, vinta da Rossignoli della Legnano in poco più di 11 ore su Galetti e Ganna. Mentre il 27 si partì dal capoluogo ligure per andare a Torino, 354,9 km, venne vinta da Ganna dell’Atala che fu poi trionfatore del Giro. La tappa Firenze- Genova fu importante, Gerbi, il celebrato “Diavolo Rosso”, si ritirò.

Non sappiamo dove fosse stato posizionato l’arrivo, ne da dove si partisse quel 27 maggio. Ma possiamo immaginare. Possiamo immaginare le strade da La Spezia a Genova ancora sterrate, senza gallerie né luci, e i corridori rivolti verso il mare a guardare le barche, magari sopra il Bracco, contornati da contadini che tornavano dal lavoro nelle vigne. Possiamo immaginare la folla in una piazza De Ferrari completamente diversa, senza il palazzo dell’Unicredit di via Dante, festante per l’arrivo dei corridori, e ancora in festa per la partenza magari da via Gramsci, senza sopraelevata e con i muli carichi di merci da imbarcare, o ancora immaginare i corridori il giorno di riposo (il 26 maggio) in giro per la città tra osterie e i primi negozi di biciclette.

Possiamo immaginare come non si perda il ricordo di questo pezzo di storia, magari come a Ovada, dove una targa posizionata sul muro del bar Trieste in piazza XX settembre ricorda il passaggio dei corridori delle prime, storiche Milano -Sanremo.

Possiamo immaginare ed è bello ricordare.

Published inStorica

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *