La mitica “Bocchetta”

Il cippo commemorativo

Per gli appassionati di ciclismo la Valpolcevera,  la zona oggi isolata dal crollo del Ponte Morandi, evoca momenti mitici del ciclismo nazionale e internazionale, recenti e passati. A Genova Pontedecimo, uno dei tanti quartieri della “Grande Genova”, l’ultimo prima dei paesi di Mignanego e Campomorone, era posizionato l’arrivo del Giro dell’Appennino.

Proprio da qui parte l’itinerario per una delle salite più belle e dure della zona interna del Genovesato, affrontata dai professionisti proprio durante il Giro dell’Appennino, il Passo della Bocchetta.

E’ veramente impegnativo, quindi adatto a ciclisti allenati, ma la fatica vale la conquista della cima, di una cima mitica. Continua a leggere

Due Ruote

Due ruote. Non una, non tre. Equilibrio Perfetto

Due pedali. Non uno, non tre. Ruotano. Equilibrio perfetto

Telaio. Tubi, orizzontali, verticali, congiunzioni. Alluminio, carbonio, acciaio. Equilibrio perfetto

Cambio. Catena, rapporti lunghi, corti, durezza, agilità. Pianura, salita. Mare, montagna, caldo e freddo.

Lo immagini. Equilibrio perfetto

Sella e manubrio. Altezze variabili, per come sei tu. Lo trovi sempre. Equilibrio perfetto.

Il busto fermo, le gambe ruotano. Lo sguardo fisso. I pensieri volano, questi si, equilibrio imperfetto.

Volare, volata, scalare, scalata. La strada per pavimento, il cielo come tetto.

Ci siamo, in fondo, libertà.

Il carattere del ciclista

Foto copertina tratta dal sito Utet libri

I ciclisti sono uomini. Certo un po’ particolari, ma sempre uomini ed ognuno con un proprio carattere, come esattamente tutti noi. Carattere forgiato un po’ dalla vita passata, un po’ dai chilometri percorsi, dalle imprese, dalle vittorie, dalle sconfitte, dalle pendenze impossibili in salita.

Giacomo Pellizzari ci porta alla scoperta del carattere di alcuni tra i più famosi ciclisti del mondo, da Merckx “l’ingordo” a Indurain “l’umile”, passando per Wiggings, la rock star dal passato burrascoso, Chiappucci “lo scriteriato” o Cancellara, che altro non poteva essere se no “il figo”. Ma i tratti delineati non risparmiano certo Pantani e, mentre leggi di Armstrong, vai avanti e torni indietro per rileggere le cose che hai appena letto e ti esalti a leggere di Hinault. Continua a leggere

Bartali e Genova

Siamo nel 1947. L’Italia tutta sta cercando con molta fatica di risollevarsi dai disastri della seconda Guerra Mondiale. Lutti, distruzioni, macerie sono ancora lì. Quasi impossibile fare una vita decente per chi ha perso tutto, casa e parenti. Tuttavia la ricerca della normalità passa anche attraverso lo sport ed in quegli anni il ciclismo, con i nostri immortali campioni Coppi e Bartali, ha certamente un ruolo importante nella vita degli italiani. Quanta gente ai bordi delle strade a salutare i girini!
Il video che vi propongo è la seconda tappa del Giro d’Italia 1947, Torino-Genova, 206 km. Renzo Zanazzi è in maglia rosa, Gino Bartali è il vincitore di tappa.
Colpisce nel video il commento, le strade, che pur dopo soli due anni dalla fine della guerra appaiono in buone condizioni, e le tante persone ad attendere l’arrivo dei corridori. Ma la cosa che più stupisce è il velodromo della Lanterna, un passato ormai perduto ma che resta nella storia del ciclismo nazionale. Perché abbatterlo? Godetevi il video!

Quando la bici non ha ostacoli: Bike4Usher

L’appuntamento è in piazza Cavour, davanti all’entrata di un garage.
Alessandro è lì che mi aspetta, divisa da bici, occhiali da sole. E’ il primo allenamento di bici che facciamo insieme, deve preparare una corsa. Si apre la porta del garage, poi quella del box, e il mezzo viene alla luce, un tandem da corsa. E’ la prima esperienza per me in tandem e vi spiego il perché.

Ciao Alessandro, intanto, come è andata a Bari?
Ciao Andrea! A Bari è andata molto bene per diversi motivi, innanzitutto perché sono ancora vivo (avendo dato tutto nel nuoto e nella bici, la parte della corsa è stata dura), poi perché, al di là di ogni mia previsione, io e il mio compagno guida siamo arrivati primi di categoria PTVI e ci hanno premiati anche per la vittoria di classifica di categoria della stagione 2018 delle Italian Paratriathlon Series.
Essendo il mio primo anno di triathlon agonistico e avendo pochissima esperienza e un bagaglio tecnico povero, sono rimasto stupito e molto soddisfatto per il risultato anche se devo crescere ancora molto e migliorare sotto diversi aspetti… ma intanto mi godo un po’ di vacanza 🙂

Continua a leggere