Incontri ravvicinati… in Val Bisagno!

La Val Bisagno a Genova, oltre a essere la valle attraversata dal torrente più importante della città, è famosa anche per la statale 45, la strada che, attraversando tanti paesi e paesini, porta a Piacenza. E’ la strada che venne percorsa dai partigiani nel 1945 per liberare la città dai nazifascisti. La valle è ricca di percorsi ed è per questo che d’estate io e Alessandro Bruzza ci alleniamo sulle numerose salite che si dipanano intorno, alla fine delle quali si vede sempre il mare.

Alessandro in una foto di Federica Valbrega

Ciao Alessandro, ci parli di te? La tua formazione, il tuo lavoro, insomma un po’ della tua vita non in sella.
Ciao! Sono Alessandro, ho 40 anni, ho una figlia di 10 anni che vive molto spesso con me, lavoro in uno studio tecnico di ingegneria.
Spero sempre che quello che faccio mi preceda nelle presentazioni, perché non sono molto bravo in questa parte.
Abito a Genova, ma in questo periodo della mia vita “vivo” in più luoghi diversi, mi muovo spesso, viaggio molto e ho molti amici in tutto il mondo. Questa è la cosa più bella che mi è successa per aver perseguito la passione dell’agonismo in bici. La mia formazione è molto varia, tra arte, design, architettura e ricerca storica, ma se volete sapere del mio percorso con la bici è veramente una storia lunga, che passa da agonismo, vittorie, viaggi lunghi ed esperienze tra i professionisti in ammiraglia. Continua a leggere

A Ceranesi per una leggenda!

La fine della stagione agonistica su strada coincide con l’inizio di quella del ciclocross, la specialità del ciclismo che prevede l’utilizzo di bici da corsa con ruote da fuori strada, che permette di cimentarsi su tracciati misti di asfalto e sterrato.

E’ iniziato proprio questa domenica il giro della Liguria di Ciclocross, che comprende 7 tappe, una delle quali nella amena località di San Martino di Paravanico, nel Comune di Ceranesi, alle spalle di Genova. Ma perché ci concentriamo proprio su questa tappa? Continua a leggere

La mitica “Bocchetta”

Il cippo commemorativo

Per gli appassionati di ciclismo la Valpolcevera,  la zona oggi isolata dal crollo del Ponte Morandi, evoca momenti mitici del ciclismo nazionale e internazionale, recenti e passati. A Genova Pontedecimo, uno dei tanti quartieri della “Grande Genova”, l’ultimo prima dei paesi di Mignanego e Campomorone, era posizionato l’arrivo del Giro dell’Appennino.

Proprio da qui parte l’itinerario per una delle salite più belle e dure della zona interna del Genovesato, affrontata dai professionisti proprio durante il Giro dell’Appennino, il Passo della Bocchetta.

E’ veramente impegnativo, quindi adatto a ciclisti allenati, ma la fatica vale la conquista della cima, di una cima mitica. Continua a leggere

Due Ruote

Due ruote. Non una, non tre. Equilibrio Perfetto

Due pedali. Non uno, non tre. Ruotano. Equilibrio perfetto

Telaio. Tubi, orizzontali, verticali, congiunzioni. Alluminio, carbonio, acciaio. Equilibrio perfetto

Cambio. Catena, rapporti lunghi, corti, durezza, agilità. Pianura, salita. Mare, montagna, caldo e freddo.

Lo immagini. Equilibrio perfetto

Sella e manubrio. Altezze variabili, per come sei tu. Lo trovi sempre. Equilibrio perfetto.

Il busto fermo, le gambe ruotano. Lo sguardo fisso. I pensieri volano, questi si, equilibrio imperfetto.

Volare, volata, scalare, scalata. La strada per pavimento, il cielo come tetto.

Ci siamo, in fondo, libertà.

Il carattere del ciclista

Foto copertina tratta dal sito Utet libri

I ciclisti sono uomini. Certo un po’ particolari, ma sempre uomini ed ognuno con un proprio carattere, come esattamente tutti noi. Carattere forgiato un po’ dalla vita passata, un po’ dai chilometri percorsi, dalle imprese, dalle vittorie, dalle sconfitte, dalle pendenze impossibili in salita.

Giacomo Pellizzari ci porta alla scoperta del carattere di alcuni tra i più famosi ciclisti del mondo, da Merckx “l’ingordo” a Indurain “l’umile”, passando per Wiggings, la rock star dal passato burrascoso, Chiappucci “lo scriteriato” o Cancellara, che altro non poteva essere se no “il figo”. Ma i tratti delineati non risparmiano certo Pantani e, mentre leggi di Armstrong, vai avanti e torni indietro per rileggere le cose che hai appena letto e ti esalti a leggere di Hinault. Continua a leggere

Bartali e Genova

Siamo nel 1947. L’Italia tutta sta cercando con molta fatica di risollevarsi dai disastri della seconda Guerra Mondiale. Lutti, distruzioni, macerie sono ancora lì. Quasi impossibile fare una vita decente per chi ha perso tutto, casa e parenti. Tuttavia la ricerca della normalità passa anche attraverso lo sport ed in quegli anni il ciclismo, con i nostri immortali campioni Coppi e Bartali, ha certamente un ruolo importante nella vita degli italiani. Quanta gente ai bordi delle strade a salutare i girini!
Il video che vi propongo è la seconda tappa del Giro d’Italia 1947, Torino-Genova, 206 km. Renzo Zanazzi è in maglia rosa, Gino Bartali è il vincitore di tappa.
Colpisce nel video il commento, le strade, che pur dopo soli due anni dalla fine della guerra appaiono in buone condizioni, e le tante persone ad attendere l’arrivo dei corridori. Ma la cosa che più stupisce è il velodromo della Lanterna, un passato ormai perduto ma che resta nella storia del ciclismo nazionale. Perché abbatterlo? Godetevi il video!

Quando la bici non ha ostacoli: Bike4Usher

L’appuntamento è in piazza Cavour, davanti all’entrata di un garage.
Alessandro è lì che mi aspetta, divisa da bici, occhiali da sole. E’ il primo allenamento di bici che facciamo insieme, deve preparare una corsa. Si apre la porta del garage, poi quella del box, e il mezzo viene alla luce, un tandem da corsa. E’ la prima esperienza per me in tandem e vi spiego il perché.

Ciao Alessandro, intanto, come è andata a Bari?
Ciao Andrea! A Bari è andata molto bene per diversi motivi, innanzitutto perché sono ancora vivo (avendo dato tutto nel nuoto e nella bici, la parte della corsa è stata dura), poi perché, al di là di ogni mia previsione, io e il mio compagno guida siamo arrivati primi di categoria PTVI e ci hanno premiati anche per la vittoria di classifica di categoria della stagione 2018 delle Italian Paratriathlon Series.
Essendo il mio primo anno di triathlon agonistico e avendo pochissima esperienza e un bagaglio tecnico povero, sono rimasto stupito e molto soddisfatto per il risultato anche se devo crescere ancora molto e migliorare sotto diversi aspetti… ma intanto mi godo un po’ di vacanza 🙂

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Consigli utili: bici + treno

Immagine tratta da www.trenitalia.com. Trovate info utili per viaggiare con la bici sui treni anche su http://www.trenitalia.com/tcom/Offerte-e-servizi/In-treno-con-la-bici

Ore 17 e 43. Attendo con la mia bici il Regionale per Taggia Arma. Arriva il treno e il vagone per il trasporto delle bici è in fondo. Imprecazioni a non finire, salto in sella perché il treno è bello lungo, ma un poliziotto mi ferma in malo modo e mi dice di scendere e di andare a piedi. Va bene, anche se ho paura di perderlo il treno, perché devo passare in mezzo alla folla che si accalca tra chi sale e chi scende…

Ecco, scene così ne ho vissute e viste a decine, questo perché non si sa mai dove sia il vagone per le bici. D’altronde, se si guarda l’orario, le informazioni sono scarne e spesso non veritiere, nel senso che a volte il simbolo della bici non c’è e invece il treno le può tranquillamente portare… Continua a leggere

Giro dell’Appennino.

Una storia per immagini (parte 1)

Il Giro dell’Appennino è, dopo la Milano – Sanremo, l’appuntamento più importante per gli appassionati di ciclismo della nostra Regione. Attraversa i luoghi di confine tra Piemonte e Liguria, mitiche strade dove l’Airone Fausto Coppi si allenava col fratello Serse e sprigionava nei colpi di pedale una classe cristallina, vanto per generazioni di connazionali.

Lo spettacolo della gente che, dopo essersi misurata col record della scalata, tifa i corridori professionisti in cima al passo della Bocchetta è degno di una tappa del Giro d’Italia. L’ultima edizione, la 79esima, ha visto il ritorno del traguardo in via XX Settembre, nel cuore della Superba, dove tifosi, sportivi, semplici curiosi hanno potuto godere dello sprint a tre che ha deciso la corsa.

Così, grazie all’amico e fotografo Fabio Bussalino, ho pensato di pubblicare le splendide foto di questa edizione, con la speranza che anche l’anno prossimo via XX Settembre e una parte di Liguria possano tornare alla ribalta del ciclismo nazionale.